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Workflow

Io il mio Workflow lo svolgo così. Arrivo a casa e difficilmente resisto alla tentazione di scaricare sul Mac le foto immediatamente, anche se sono le 11 di sera. Una volta scaricate di solito mi vien da dire: “che schifo di foto”. Ma non mi perdo d’animo e nei giorni seguenti apro Aperture, anche se sto valutando di passare a Lightroom visto che Aperture non lo aggiornano più e sento che la funzione per la correzione delle distorsioni degli obbiettivi e per il raddrizzamento della prospettiva è un qualcosa che potrebbe velocizzare tutto il lavoro, visto che qua è tutto un lottare col tempo libero, e passo alla selezione delle foto, che è la parte più dura della faccenda, ma ne è anche il cuore:

  1. Le passo in rassegna tutte e asssegno una stella a quelle tecnicamente corrette, cioè che sono a fuoco, non mosse, non troppo sovra o sotto esposte. Cerco in questa fase di eliminare anche le doppie.
  2. Filtro tutto in modo da vedere solo le foto con
    1 stella.
  3. Le ripasso in rassegna tutte e quelle che hanno una buona composizione e che c’entrano qualcosa col resto passano il turno e si aggiudicano
    2 stelle.
  4. Filtro.
  5. Da qui comincio a farmi delle domande: è bella? La faresti vedere alla gente comune? Si?
    3 stelle
  6. Filtro.
  7. E’ siffatta in modo tale che un pubblico che ne sa, o che ne potrebbe sapere, come ad esempio quello di Flickr, potrebbe apprezzarla? Si?
    4 stelle.
  8. E’ una foto bellissima? La metteresti su 500px? La metteresti in un libro fotografico? Ne faresti un quadro? Si?
    5 meravigliose stelle.

Il processo sembra lungo e complicato ma non lo è, e soprattutto sembra essere il migliore di quelli che ho sperimentato. Alla fine di tutto, le foto che hanno dalle 4 stelle in su, sono quelle su cui ci vale la pena perdere del tempo a post-produrre, o che si possono far vedere con soddisfazione ad amici e parenti eventuali.

Sto utilizzando questo flusso di lavoro perchè, paradossalmente, prima perdevo tempo prezioso a vedere se riuscivo a recuperare le foto brutte, piuttosto che concentrarmi a migliorare le foto più belle.

Non che sia propriamente farina del mio sacco: qualcosina del genere l’avevo escogitata, ma poi l’ho perfezionata grazie a questo post che mi ero salvato in Evernote.

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