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Trip

Il parco naturale sul fiume Piave a Bigolino

25 Aprile 2019 – C’è, lungo il Fiume Piave, poco dopo Bigolino, un parco naturale che sorge, appunto, lungo il Fiume Piave, quello sacro alla patria. Non ne conoscevo l’esistenza, e mi pareva strano, perchè di solito ‘ste cose le so, e allora, ho aprofittato di questa giornata festiva, e sono andato a vedere.

Dopo aver parcheggiato l’auto, si scende per una stradina e ci si avventura all’interno della tipica vegetazione dell’area golenale del Piave, composta da stradine polverose o fangose a seconda delle precipitazioni, siepi di acacie e altri arbusti. Notevole anche la presenza di zanzare e moscerini.
Poi si arriva a un ampio spazio erboso, dove ci sono numerose pozze d’acqua di risorgiva, utile avere scarpe impermeabili ai piedi, e qua e là, non si capisce se il parco sia caduto vittima dell’incuria o sia rimasto così appositamente, con un intervento umano che si fa notare il meno possibile, qualche ponticello in decadenza, o altri manufatti, tipo un mulino a solo scopo figurativo.
Attraversato il parco, percorrendone i sentieri più o meno visibili, e abbandonandosi alla visione della natura quasi selvaggia, quasi all’improvviso, senza accorgersene se non arrivasse il rumore dell’acqua ad avvisare, si arriva al fiume, alla sua infinita distesa di acqua e ciottoli.

Una bella passeggiata, durante la quale fare numerose pause e lasciarsi rapire da quello che ci circonda.
Scatto con la Olympus e il 12-60, ogni tanto faccio qualche bokeh, e poi edito con Lightroom.


25 April 2019 – There is, along the Piave River, just after Bigolino, a natural park that rises along the Piave River, the one sacred to the homeland. I did not know of its existence, and it seemed strange to me, because I usually know these things, so I took advantage of this holiday and went to see.
After having parked the car, you go down a small road and you venture inside the typical vegetation of the floodplain area of the Piave river, consisting of dusty or muddy roads depending on the rainfall, hedges of acacias and other shrubs. The presence of mosquitoes and midges is also remarkable.
Then you come to a large grassy area, where there are numerous pools of resurgent water, useful to have waterproof shoes on your feet, and here and there, it is not clear whether the park has fallen victim to neglect or has remained so on purpose, with human intervention that is noticed as little as possible, some decaying bridges, or other artifacts, such as a mill for figurative purposes only.
Crossing the park, walking along the more or less visible paths, and abandoning oneself to the vision of the almost wild nature, almost all of a sudden, without realizing it if the noise of the water didn’t arrive to warn, one arrives at the river, to its endless expanse of water and pebbles.
A beautiful walk, during which you can take numerous breaks and let yourself be enraptured by what surrounds you.
I shoot with the Olympus and the 12-60, every now and then I do some bokeh, and then I edit with Lightroom.

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