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Urban

Il foliage con l’iPhone e il ritorno della passione fotografica

Da quando io e mia moglie siamo venuti felicemente a conoscenza che di lì a poco avremmo avuto una nanerottola che avrebbe girato per casa, a parte un progetto fotografico relativo al suo pancione, e troppo intimo per essere pubblicato qua, la fotografia era stata relegata ad essere un po’ l’ultimo dei miei pensieri. La passione si era sopita. C’è stata praticamente solo la breve, e neanche troppo convinta, parentesi, in cui ho ripreso in mano la macchina fotografica durante le ferie in montagna, e poi null’altro.

Poi un sabato mattina di ottobre, mentre spingevo il passeggino per le vie del mio paese e osservavo le foglie degli alberi ingiallite ricordando quando si girava il triveneto per fotgrafare boschi e montagne ingiallite, all’improvviso venni trafitto da un’illuminazione, che a volte uno non pensa alle cose più ovvie, e mi venne in mente che il mio iPhone (11 n.d.r.), all’occorrenza, poteva fare anche ottime foto.
Ne scattai subito alcune e il risultato non mi piacque, che io non so voi, ma a me pare che i jpeg che sforna l’iPhone, non so gli altri telefoni, siano tutti ipersaturi e troppo ricchi di dettaglio.

Così, in quei giorni di pandemia e smart-working, una volta a casa, in uno dei rari momenti di pace concessi dall’infante, venni nuovamente folgorato da un’illuminazione, e pensai che l’iPhone scattava anche in RAW, e forse avrei potuto realizzare qualche scatto veloce, ma migliore.
Mi prese la scimmia, come dicono i giovani, e passai tutto il sabato e la domenica a provare app che scattano in RAW (VSCO, Halide, Simple RAW, quest’ultima mi era proprio piaciuta, fra l’altro..), ma, a parte non capire bene dove venissero salvate le foto in RAW e perchè nel rullino del telefono continuassi a vedere i jpeg, c’era poi tutto lo sbattimento di esportarle in un’altra app (VSCO, la sempre ottima Snapssed, Darkroom o altro) per postprodurlo, facendo diventare tutto il procedimento lungo e noioso.
Una terza folgorazione mi colse, e ricordai che inspiegabilmente stavo ancora pagando Lightroom, e fui molto felice quando mi ricordai che lì tutto era collegato: scattando col telefono, avrei potuto postprodurre molto velocemente sempre dal telefono, nel caso specifico alzando un pò la curva dalla parte delle ombre, lavorando sui toni per far risaltare i gialli e poi, se non fossi stato ancora soddisfatto, avrei trovato tutto su Lightroom sul Mac e senza fare nulla.
Che furboni questi di Adobe, ancora una volta mi legavano al loro odioso abbonamento!

Così ho scattato diverse foto tutte con l’iPhone, ne ho postprodotta qualcuna che non mi pareva male e le ho pubblicate qua.
E così anche in questo pazzo 2020 ormai agli sgoccioli, la stagione del foliage era stata immortalata.

Ovviamente poi la passione, che in me ha sempre carattere sinusoidale, si è risvegliata del tutto, e non potendo girare molto per fotografare a causa della pandemia che ci obbliga in casa e della bambina che ci assorbe quasi completamente, ho cominciato a mettere ordine tra le foto del passato, a rispolverarne di vecchie fatte durante viaggi dimenticati, postprodurle e matterle in questo blog, che è diventato un vero diario fotografico.
Fra l’altro, ho anche migrato, questo blog da Tumblr a WordPress, definitivamente e con soddisfazione.

Ed ho rispolverato anche la Olympus, e sfruttando le pause pranzo durante lo smart-working, salendo su per la collina, ho ricominciato a fotografare con lei e, talvolta, persino col cavalletto.


Ever since my wife and I happily learned that shortly thereafter we were going to have a midget who would destroy the house, apart from a photo project related to her baby bump, and too intimate to be published here, the photograph was a bit l last of my thoughts. There was practically only the short, and not too convinced, parenthesis in which I picked up the camera during the holidays in the mountains, and then nothing else.
Then one Saturday morning in October, while I was pushing the stroller through the streets of my village and observing the yellowed leaves of the trees, remembering when we turned the Triveneto to photograph yellowed woods and mountains, I was suddenly pierced by an illumination, which at times one does not think about the most obvious things, and it occurred to me that my iPhone (11 ed) could take great photos if necessary.
I immediately took a few and I didn’t like the result, I don’t know about you, but it seems to me that the jpegs that the iPhone produces, I don’t know the other phones, are all oversaturated and too rich in detail.
So, in those days of pandemic and smart-working, once at home in the rare moments of peace, I was again struck by an illumination, and I thought that the iPhone was also shooting in RAW, and maybe I could have taken some quick shots, but better.
The monkey took me, as young people say, and I spent all Saturday and Sunday trying apps that shoot in RAW, but apart from not understanding where the RAW photos were saved and why I kept seeing the jpegs in the phone roll , then there was all the hassle of exporting them to another app (VSCO or Darkroom or whatever) to postproduce it, making the whole process long and boring.
A third shock struck me, and I remembered that inexplicably I was still paying for Lightroom, and I was very happy when I remembered that everything was connected there: I shot with the phone, I could postproduce very quickly from the phone, raising the curve a little on the side of the shadows, working on the tones to bring out the yellows and then, if I was still not satisfied, I would have found everything in Lightroom on the Mac without doing anything.
What sly these Adobe, once again tied me to their hateful subscription!
So I took several photos all with the iPhone, I post-produced some that did not seem bad to me and I published them here.
And so even in this crazy 2020 now running out, the foliage season had been immortalized.

Obviously then the passion, which in me always has a sinusoidal character, has awakened completely, and not being able to turn much to photograph due to the pandemic that forces us into the house and the little girl who absorbs us almost completely, I began to put order the photos of the past, to dust off old ones taken during forgotten journeys, postproduce them and publish them in this blog, which has become a real photographic diary.
Among other things, I also migrated this blog from Tumblr to WordPress, definitely and with satisfaction.
And I also dusted off the Olympus, and taking advantage of the lunch breaks during smart-working, climbing up the hill, I started photographing with her again, sometimes even with a tripod.

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