Menu
Travel

Dieci giorni in Croazia | 1-Zagabria

San Marco Zagabria

21 giugno 2019 – Quest’anno, per il nostro consueto viaggio estivo-vacanziero, abbiamo optato per un tour in terra croata: partendo dalla capitale Zagabria, attraversando numerose volte il confine per arrivare a Dubrovnik, fino ad uscire dall’Europa per entrare in Bosnia arrivando a Mostar.

Quando decidemmo le ferie, qualche mese prima, eravamo in 2, ma quando poi siamo partiti eravamo in 3, anche se la terza non era proprio lì, si nascondeva bene, per così dire, e quindi fu un po’ difficile conciliare la nostra tipica vacanza dai ritmi serrati con la tranquillità di cui abbisognava la futura mamma.
Per fortuna avevamo già messo in conto un po’ di giornate al mare da passare in totale relax, e per il resto, ce la prendemmo con un po’ più di calma.

Zagabria

Andare a Zagabria è, per quanto poco, entrare con tutti e due i piedi in quella che un tempo era un’altra Europa.
Io, che son nato negli anni 80, me lo ricordo bene quel periodo storico e quanto misteriosa sembrava “quell’Europa”: qualcosa di totalmente diverso, a cui era difficile avvicinarsi, sembrava proprio un altro mondo a qualche km di distanza.
Avventurarmi verso est, anche se al giono d’oggi non c’è granchè di avventuroso, suscita in me quindi sempre un certo fascino, tutto mi sembra estramamente diverso: il cibo, l’architettura, le strade, gli odori, e dietro ogni angolo cerco le impronte di quel vecchio passato (come tra l’altro già mi accadeva molti anni fa).

A Zagabria stiamo due giorni e passeggiamo di qui e di là, senza troppe mete prefissate, godendoci la città e le sue architetture tra cui la Chiesa di San Marco, o l’imponente Cattedrale.
Con me l’ormai fidata Olympus, con il 12-60, il 17 fisso, e il grandangolo da 7.5.
Scatto numerose foto, e alcune proprio con il grandangolo.

Cimitero Mirogoj

Prima di andarcene una visita al caratteristico cimitero di Mirogoj, e poi ci dirigiamo verso la costa dalmata, dove le città costiere ancora risentono dell’influenza veneziana di molti secoli fa, e che per questo, creano quello strano mix di familiare e di straniero.


June 21, 2019 – This year for the vacations we opted for a nice tour in Croatia, starting from the capital Zagreb, crossing the border several times to get to Dubrovnik, and without missing a detour outside Europe coming in Bosnia.
When we decided on our vacation a few months earlier, there were 2 of us, but when we left there were 3 of us, so it was a little difficult to reconcile our typical fast-paced vacation with the relative tranquility that the mother-to-be needed. Luckily we had already planned a few days at the beach to spend in total relaxation, and for the rest we took it a little slower.
To go to Zagreb is, however little, to enter with both feet into what was once another Europe, I, who was born in the 80s, remember it well. Venturing east, even if nowadays there is little adventure, always arouses a certain fascination in me, everything seems to become different: the food, the architecture, the streets, the smells …
In Zagreb we stay two days and we walk here and there, without too many prefixed destinations and we see beautiful architectural gems worthy of note, such as the Church of St. Mark, or the cathedral. I take numerous photos, some of them with a wide-angle lens.
Before leaving a visit to the characteristic cemetery of Mirogoj, and then we head towards the classic villages of the Dalmatian coast, which still feel the Venetian influence of many centuries ago, and for this reason, create that strange mix of familiar, but also foreign.


No Comments

    Leave a Reply

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.